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Pertosse: Cos’è, Come Si Manifesta E Come Si Diagnostica

Pertosse: cos’è, come si manifesta e come si diagnostica

È una delle malattie più contagiose che esistano e delle più rischiose per i bambini, soprattutto per i neonati, raccontata insieme a una storia tragica.

La pertosse è una malattia che ha due caratteristiche che la rendono particolarmente temibile. La prima è quella di essere una delle infezioni più contagiose che esistano; pensate che è stato calcolato che un malato riesce a infettare oltre l’80% degli individui suscettibili che incontra.

La seconda è che, al contrario di quello che alcuni pensano, è una malattia che può essere molto grave. Causata da un batterio che viene trasmesso con le goccioline di saliva, chiamato Bordetella pertussis, inizia assomigliando a un semplice raffreddore che non passa, con qualche linea di febbre, rendendo da subito il malato estremamente contagioso.

Dopo circa un paio di settimane, si trasforma in qualcosa di molto simile a un incubo per il bimbo e per i suoi genitori: è la fase detta parossistica, in cui la malattia provoca una tosse fatta di attacchi molto frequenti (in media 15 al giorno), intensi e fastidiosi. Il bimbo che ne è colpito soffre moltissimo durante questi episodi, fatti di una tosse incontrollabile che lo sconquassa in maniera davvero penosa e che termina con un agghiacciante ululato nel momento in cui il paziente riesce di nuovo a prendere fiato; la respirazione è talmente difficile da rendere non di rado la pelle del piccolo blu per la mancanza di ossigeno, dovuta alle difficoltà di respirazione causate dalla tosse intensissima e incontenibile.

La diagnosi

La malattia si diagnostica tipicamente in questo momento, quando è tardi per una terapia pienamente efficace. Un suo aspetto pericoloso – peraltro in comune con il virus dell’influenza, ed è per questo che bisogna stare riguardati e non fare i fenomeni -, è che le sostanze tossiche prodotte dal batterio (dette tossine), hanno un effetto molto deleterio sull’apparato respiratorio e in particolare sulle ciglia che ne ricoprono la superficie interna.

In un individuo sano queste ciglia, con il loro movimento, spostano il muco dalla profondità dei polmoni verso la bocca, portando via anche i batteri che attraverso l’aria arrivano nelle parti più lontane dell’apparato respiratorio e che vengono catturati dal muco.

Il batterio della pertosse “rompe” questo sistema di difesa molto efficace, i germi non vengono rimossi efficientemente dai polmoni e la conseguenza è che spesso (un caso su cinque), i bambini piccoli ammalati di pertosse finiscono in ospedale con una polmonite, che non sempre è facile da curare.

In particolare, questa malattia è pericolosissima quando colpisce un bambino appena nato: allora sono guai davvero serissimi. Ma di questo parleremo nel prossimo articolo.

 

Roberto Burioni

 

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