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Il Nuoto è Lo Sport Perfetto Contro Il Mal Di Schiena? Non è Proprio Così, Facciamo Chiarezza

Il nuoto è lo sport perfetto contro il mal di schiena? Non è proprio così, facciamo chiarezza

Il fisioterapista Raffaele Barera affronta il più classico dei luoghi comuni sull’attività fisica in piscina, citando nuovi studi che mettono in evidenza una situazione molto più complessa.

Medical Facts vuole parlarvi, in maniera rigorosissima dal punto di vista scientifico, di tutto quello che è rilevante per la vostra salute. Oggi diamo il benvenuto a Raffaele Barera, un giovane e bravissimo fisioterapista OMPT (Orthopaedic Manipulative Physical Therapist), dell’IRCCS Fondazione Don Gnocchi di Milano, che ci affiancherà per parlarvi di come mantenere in forma il nostro corpo con il movimento, senza cadere preda di balle antiscientifiche o di scemenze trovate su Internet. Potete scrivere a Raffaele alla mail raffaele.bareramf@gmail.com

Comunemente si dice che il nuoto sia l’attività fisica migliore per chi soffre di problemi alla colonna vertebrale. Ma è davvero così? Sembrerebbe che i dati scientifici disponibili non siano completamente in accordo con tale affermazione.

L’ipotesi (e si sottolinea ipotesi), riguardo all’efficacia del nuoto nasce dal fatto che, a differenza di molti altri sport, viene praticato in acqua, fluido con densità simile a quella del nostro corpo, condizione che permette un bilanciamento tra forza di gravità che agisce sul corpo e spinta del fluido nel quale il corpo è immerso.

Se si aggiunge il fatto che si tratta di un’attività aerobica e teoricamente globale, cioè con coinvolgimento totale del sistema muscoloscheletrico, questo ha fatto identificare il nuoto come «lo sport perfetto», consigliabile a pazienti affetti da svariate condizioni patologiche o dolorose. Questo è quanto si dice: ma cosa ne pensa la scienza a riguardo?

Sebbene sia vero che nel nuoto vengono coinvolte innumerevoli strutture muscolari, è anche vero che la maggior parte del lavoro viene svolta dalla parte superiore del corpo.

Gambe poco utilizzate

Alcuni studi indicano come questo maggior utilizzo del tronco superiore possa essere causa dell’instaurarsi di asimmetrie a livello della colonna vertebrale [1,2]. Altri autori sono andati a studiare con che frequenza il mal di schiena colpisce sportivi adolescenti, si è visto che non vi è differenza tra chi pratica nuoto e chi pratica sport di diverso tipo [3].

Tali dati ci suggeriscono che la pratica del nuoto, finalizzata a ottenere una «schiena più dritta», non è una scelta migliore rispetto a un’altra vasta gamma di attività sportive. Un altro aspetto da non tralasciare è la ripetitività del gesto tecnico (come peraltro nella corsa e nel ciclismo) che in parte limita il miglioramento della coordinazione e l’apprendimento di schemi motori più vari.

Per queste ragioni spesso si consiglia di alternare l’esercizio in vasca con attività fisica di altro tipo, in modo da andare ad allenare quelle strutture che nel nuoto vengono trascurate.

Fa così bene l’acqua?

Passiamo ora all’aspetto forse più noto a tutti, ovvero gli ipotetici benefici del nuoto come conseguenza del fatto che sia praticato in acqua, vale a dire in un contesto di «riduzione del peso corporeo». Siamo così sicuri che ridurre il carico a livello del nostro scheletro e dei nostri muscoli, in condizioni di salute o di patologia, sia così benefico? La letteratura scientifica afferma di «no».

Un recente studio mostra come uno stress ottimale per durata e intensità (es: cammino veloce o corsa blanda), a livello della colonna vertebrale esiti in un rafforzamento delle parti che la compongono [4].

Questo vuol dire che se una struttura (per esempio una vertebra), viene sottoposta a stress in modo progressivo e controllato, essa è indotta a modificazioni strutturali, che la rendono più resistente e adatta a sopportare quel tipo di stress.

Per chiarirci, è un po’ quello che avviene a un muscolo che viene allenato in palestra: se si esagera nella singola sessione di allenamento c’è il rischio di andare incontro a infortunio, invece se il lavoro viene dilazionato in modo crescente e progressivo nel tempo il risultato sarà un muscolo più efficiente.

La colonna vertebrale

Altro effetto positivo del carico a livello della colonna vertebrale è una riduzione del processo di perdita di massa ossea. Se lasciassimo la nostra colonna vertebrale in scarico completo, le conseguenze negative sarebbero di gran lunga maggiori rispetto a quelle che si avrebbero con uno stress moderato e progressivo.

Un esempio è quello che succede allo scheletro degli astronauti nelle stazioni spaziali che, permanendo per molto tempo in assenza di gravità, vanno incontro a un’iniziale e precoce perdita di massa ossea (osteoporosi) [5]. Questo ci fa capire quanto sia fondamentale sottoporre le nostre strutture osteo-muscolari a un corretto carico.

Conclusioni

Valutati aspetti positivi e negativi del nuoto, quello che si può concludere è che non è uno sport migliore di altri per la prevenzione e gestione delle problematiche lombari, tuttavia, andrebbe considerato all’interno di un ventaglio più ampio di scelte. Verosimilmente in molte condizioni andrebbero preferite attività sportive differenti.

A oggi, nella scelta dell’attività fisica, le linee guida per la prevenzione del dolore alla schiena non consigliano nessuna attività come migliore di altre, tuttavia viene posta enorme enfasi su due aspetti. In primisandrebbe adottato uno stile di vita attivo e vario (muoversi a piedi, in bicicletta, prediligere le scale all’ascensore), scegliendo differenti tipologie di sport, in modo da non focalizzarsi in modo ripetitivo e costante sempre sulla stessa attività. In secondo luogo, parametro fondamentale, è che la pratica sportiva scelta non provochi sintomi dolorosi a livello della nostra schiena [6,7].

Resta comunque il fatto che nella scelta dell’attività fisica si debbano sempre tenere in considerazione le preferenze e il piacere personale, dopo un opportuno confronto con il professionista sanitario di riferimento [8].

Per contro, forzare il proprio marito o moglie con mal di schiena a frequentare una piscina con regolarità, soprattutto se non ha mai praticato nuoto, probabilmente non è la scelta migliore. Né per la sua schiena né per il vostro matrimonio.

 

Raffaele Barera

Fisioterapista

 

Fonti:

1-Hibberd EE, Laudner KG, Kucera KL, Berkoff DJ, Yu B, Myers JB. Effect of Swim Training on the Physical Characteristics of Competitive Adolescent Swimmers. Am J Sports Med. 2016;44(11):2813-2819.

2-Zaina F, Donzelli S, Lusini M, Minnella S, Negrini S. Swimming and spinal deformities: a cross-sectional study. J Pediatr. 2015;166(1):163-7.

3-Trompeter K, Fett D, Platen P. Prevalence of Back Pain in Sports: A Systematic Review of the Literature. Sports Med. 2017;47(6):1183-1207.

4- Belavý DL, Quittner MJ, Ridgers N, Ling Y, Connell D, Rantalainen T. Running exercise strengthens the intervertebral disc. Sci Rep. 2017;7:45975.

5-Ohshima H. [Bone loss and bone metabolism in astronauts during long-duration space flight]. Clin Calcium. 2006;16(1):81-5.

6-Negrini S, Donzelli S, Aulisa AG, et al. 2016 SOSORT guidelines: orthopaedic and rehabilitation treatment of idiopathic scoliosis during growth. Scoliosis Spinal Disord. 2018;13:3.

7-Cibulka MT, White DM, Woehrle J, et al. Hip pain and mobility deficits–hip osteoarthritis: clinical practice guidelines linked to the international classification of functioning, disability, and health from the orthopaedic section of the American Physical Therapy Association. J Orthop Sports Phys Ther. 2009;39(4):A1-25.

8-Aboagye E, Hagberg J, Axén I, et al. Individual preferences for physical exercise as secondary prevention for non-specific low back pain: A discrete choice experiment. PLoS ONE. 2017;12(12):e0187709.

 

 

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