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Vaccinarsi è Una Responsabilità Etica. E Un Libro Ce Lo Spiega Molto Bene

Vaccinarsi è una responsabilità etica. E un libro ce lo spiega molto bene

The Ethics of Vaccination è l’ultima pubblicazione di Alberto Giubilini, ricercatore all’Università di Oxford, e con molto piacere lo ospitiamo su Medical Facts per introdurci il suo libro.

Ringrazio il Professor Roberto Burioni per lo spazio che qui mi dedica per presentare brevemente il contenuto del mio libro, The Ethics of Vaccination, appena pubblicato da Palgrave MacMillan.

Il libro offre una difesa dell’obbligo vaccinale dal punto di vista etico (il mio background è in filosofia e bioetica). Per «obbligo vaccinale» intendo una cosa ben precisa: dovrebbe essere illegale il non vaccinare se stessi e i propri figli contro certe malattie infettive, che minacciano la salute individuale e pubblica in una certa area.

The Ethics of Vaccination cover

The Ethics of Vaccination

Le responsabilità

Ci sono due tipi di considerazioni etiche che generano precise responsabilità individuali, collettive e istituzionali riguardo a queste vaccinazioni.

La prima, e più ovvia, considerazione è un dovere morale individuale di proteggere gli altri da malattie potenzialmente molto pericolose (e anche letali), quando prevenire questo rischio è una cosa che ciascuno può fare in modo semplice e sicuro.

È importante sottolineare, infatti, che ci si vaccina non solo per proteggere noi stessi e i nostri figli, ma anche, e da un punto di vista etico soprattutto, per proteggere gli altri. Tuttavia, si sente spesso la seguente obiezione: perché dovrei vaccinare me stesso o i miei figli al fine di proteggere gli altri, se gli altri possono comunque proteggersi da soli vaccinandosi?

Una prima risposta è che, come ben sappiamo, non tutti questi altri possono vaccinarsi, per ragioni mediche (per esempio sono immunosoppressi). Una seconda risposta è che l’efficacia dei vaccini non è mai il 100%: alcuni individui potrebbero rimanere vulnerabili benché vaccinati.

L’immunità di gregge è un bene pubblico

Ma c’è un’altra risposta, che prescinde dai rischi imposti e che fa invece riferimento alla seconda considerazione etica nel libro.

La seconda considerazione riguarda l’equità nella distribuzione delle responsabilità e degli oneri implicati dalla difesa di certi beni pubblici. Dato che questa è una questione di cui si parla meno spesso, è su questa che il mio libro si sofferma principalmente.

Il bene pubblico rilevante in questo caso è, naturalmente, l’immunità di gregge. Tutti beneficiano di questo bene direttamente o indirettamente (perché vivere in una comunità con un buon livello di salute pubblica è un bene per tutti). Tuttavia, come per altri beni pubblici, è possibile beneficiare dell’immunità di gregge anche se non vi si contribuisce con la propria vaccinazione o con la vaccinazione dei propri figli. E qui entrano in gioco i doveri morali individuali, collettivi, e istituzionali che menzionavo prima.

La salute non può essere scroccata

C’è innanzitutto un dovere morale individuale di evitare il free-riding, ovvero «utilizzare le cose a scrocco»: esattamente com’è eticamente sbagliato evadere le tasse e beneficiare ugualmente dei beni pubblici (sicurezza nazionale, sanità pubblica, istruzione, ecc…), che gli altri contribuiscono a mantenere attraverso le loro tasse, così è eticamente sbagliato beneficiare dell’immunità di gregge senza contribuirvi.

Ma non solo. Creare e mantenere l’immunità di gregge richiede uno sforzo collettivo, e quindi c’è una responsabilità collettiva di creare e mantenere l’immunità di gregge; tale responsabilità collettiva implica una serie di oneri che, come nel caso di altri beni pubblici, vanno divisi equamente tra la popolazione: ognuno deve farsi carico della propria quota vaccinandosi e vaccinando i propri figli.

Di nuovo, è lo stesso discorso che vale per la tassazione: ognuno deve pagare la propria quota di tasse per fare la propria parte per il bene collettivo; oltretutto, mentre la tassazione rappresenta un onere nel pieno senso del termine, la vaccinazione beneficia chi vi si sottopone, e quindi l’obbligo morale di contribuire è ancora più stringente: insomma, non ci sono scuse.

Responsabilità etica anche per lo Stato

In aggiunta, la responsabilità etica è anche quella dello Stato di assicurare non solo i beni pubblici (tra cui l’immunità di gregge), ma anche che i beni pubblici siano supportati in modo equo fra tutti i cittadini. E anche in questo caso, l’analogia con la tassazione è rilevante: il modo in cui lo Stato può e deve garantire sia il bene pubblico dell’immunità di gregge, sia l’equità nella distribuzione di oneri e responsabilità, è l’obbligo vaccinale, allo stesso modo in cui garantisce beni pubblici ed equità attraverso la tassazione obbligatoria.

Dopotutto, vogliamo la garanzia che tutti contribuiscano equamente ai beni cui noi stessi contribuiamo. L’obbligo di legge, se non può offrire questa garanzia, è lo strumento che più vi si avvicina, posto che sia adeguatamente implementato.

In poche parole, fatte salve esenzioni per ragioni mediche, non vaccinare non solo viola un dovere morale, ma dovrebbe essere illegale allo stesso modo in cui, e per le stesse ragioni per cui, evadere le tasse lo è.

Per chi vorrà approfondire, il libro è e disponibile gratuitamente nella versione online grazie al generoso contributo del Wellcome Trust, che finanzia parte della mia ricerca e l’open access. Rispondo volentieri a domande e riflessioni di chi volesse approfondire ulteriormente, contattandomi all’indirizzo email qui sotto.

 

Alberto Giubilini, Ph.D.

Research Fellow, 

Faculty of Philosophy

Oxford Martin School &

Wellcome Centre for Ethics and the Humanities

University of Oxford

alberto.giubilini@philosophy.ox.ac.uk

 

Fonte:

Alberto Giubilini, The Ethics of Vaccination, Palgrave MacMillan 2019 (disponibile al seguente link: https://link.springer.com/book/10.1007%2F978-3-030-02068-2)

 

(Nell’immagine la copertina del libro)

 

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