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Negli Usa In Alcuni Stati C’è Totale Libertà Di Scelta Nelle Vaccinazioni. Ma A Che Prezzo?

Negli Usa in alcuni Stati c’è totale libertà di scelta nelle vaccinazioni. Ma a che prezzo?

Uno studio ha recentemente evidenziato come in America, negli Stati dov’è possibile scegliere di non vaccinarsi, aumenta il rischio di pericolose epidemie.

È ormai passato più di un anno e mezzo dall’approvazione della cosiddetta Legge Lorenzin, che ha reso obbligatori dieci importanti vaccini in Italia. I primi dati disponibili hanno dimostrato come da quando la legge è in vigore si è verificato un sensibile incremento della percentuale di bimbi vaccinati.

Questo incremento lascia ben sperare circa il raggiungimento del numero di vaccinati necessario a garantire la tanto auspicata immunità di gregge, quella sorta di invisibile, ma solido, scudo in grado di preservare da infezioni, spesso mortali, anche chi non si è ancora potuto vaccinare, chi non può proprio vaccinarsi (per esempio individui con alcune gravi malattie del sistema immune), o chi non può beneficiare degli effetti protettivi del vaccino, a causa di altre gravi malattie (leucemie, altre forme tumorali, patologie che impongono terapie che indeboliscono il sistema immune).

Ottimo risultato, davvero. Speriamo si continui così. Purtroppo questo non dipende solo da scelte del singolo. Nel campo dei vaccini è fondamentale il supporto di chi governa la Cosa Pubblica.

Non abbassare la guardia

In una fase di emergenza, che si sta superando, non bisogna abbassare la guardia. Sarebbe come se, durante un naufragio si chiedesse a un sopravvissuto di svestire il giubbotto di salvataggio, solo perché in precedenza ha preso qualche lezione di nuoto in piscina. Non è affatto il momento di verificare se i soldi di quelle lezioni sono stati ben spesi. Non è affatto quello il momento di capire se il naufrago sa davvero nuotare. Non è questo il momento di verificare se, senza l’obbligo, i livelli di vaccinazione continueranno ad aumentare.

Cosa succede negli Usa

Per capirlo meglio possiamo osservare alcuni recenti dati epidemiologici relativi al tasso di vaccinazioni negli Stati Uniti d’America. Sapete sicuramente che questo Paese è uno Stato composto da tanti Stati, ognuno con la propria autonomia in alcuni specifici settori. Sanità inclusa. Ecco: in 18 stati degli Usa vige l’assoluta libertà di dire di no alle vaccinazioni.

Una sorta di obiezione di coscienza che permette di rifiutare le vaccinazioni per motivi non medici, ma di natura religiosa o filosofica (si chiama VaccineNonmedical Exemption). Chi vuole, può non far vaccinare i propri figli. Questo non da ieri, ma da molti anni.

Le esenzioni vaccinali in America

Un recente lavoro ha analizzato l’andamento del numero di esenzioni vaccinali per motivi non medici (ovvero di rifiuto delle vaccinazioni), dal 2009 al 2017. Negli Stati dov’è consentito rifiutare le vaccinazioni, il numero di richieste di esenzioni vaccinali (e dunque di rifiuti), non solo non è diminuito nel tempo, ma è addirittura aumentato in 12 dei 18 Stati.I valori oscillano dallo 0,5% a circa il 6% del totale dei bambini che iniziano la scuola materna. Solo in uno Stato, infine, si è osservata una diminuzione delle esenzioni vaccinali.

La distribuzione delle esenzioni vaccinali (fateci caso, le percentuali riportate non sono altissime), non è però omogeneo. Tende a concentrarsi soprattutto in aree metropolitane densamente popolate con livelli che, nei casi peggiori, sfiora il 30% dei bambini.

Questo è il dato più preoccupante! Gran parte dei soggetti non vaccinati vive in aree in cui, essendoci molte più persone, è più facile la trasmissione delle infezioni e in cui, essendo presenti importanti aeroporti internazionali, è più facile che le infezioni arrivino dall’esterno. Un po’ come mettere taniche di benzina dentro la cucina di un ristorante. L’incendio, prima o poi, ci sarà.

L’epidemia di morbillo negli Usa

Alcune di queste taniche si sono già incendiate, come dimostrato da recenti epidemie che hanno colpito gli Usa, quella di morbillo (una patologia dichiarata scomparsa nel 2000), e di pertosse. Gli autori ammettono che il dato osservato e la sua correlazione con future epidemie dovrà ancora essere dimostrato nei prossimi anni, ma avvertono che quanto si sta osservando negli Usa è già stato visto in alcuni Paesi.

In queste nazioni è inclusa l’Italia, che è inevitabilmente citata per l’epidemia di morbillo che ci ha portato sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo negli ultimi anni. Gli autori, però, riportano anche, e in qualche modo sostengono, le misure che il nostro Paese ha messo in atto per far fronte a questa emergenza.

In Italia siamo riusciti a sostituire, nell’ultimo anno e mezzo, alcune taniche piene di benzina con taniche piene d’acqua. Questo è tranquillizzante, ma ancora la benzina è troppa per potere stare tranquilli. Meglio continuare e non fare esperimenti.

 

Nicasio Mancini

 

Fonte:

PLOS Medicine | https://doi.org/10.1371/journal.pmed.1002578 June 12, 2018

 

(Foto di Niyazz)

 

 

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