skip to Main Content
Disinformazione: Perché La Comunità Scientifica Alza La Voce E Le Case Farmaceutiche No?

Disinformazione: perché la comunità scientifica alza la voce e le case farmaceutiche no?

  • News

Sul caso dell’articolo pubblicato da Il Tempo, molti medici e scienziati sono scesi in campo per mettere in guardia le persone, mentre chi produce i vaccini non ha mosso un dito.

Qualche giorno fa un’associazione «per la libertà nelle vaccinazioni» ha diffuso dati derivati da esperimenti a dir poco approssimativi, secondo i quali due vaccini dell’infanzia prodotti da GSK (Infanrix Hexa e Priorix Tetra) sarebbero contaminati con sostanze pericolose. Un giornale a tiratura nazionale ha riportato la notizia in prima pagina. Io ho iniziato a ricevere decine di mail da genitori spaventati.

La comunità scientifica si è mossa prontamente: numerosi medici e ricercatori (Pierluigi Lopalco, Walter Ricciardi, Enrico Bucci, Salvo Di Grazia, io stesso e diversi altri), hanno interrotto le loro meritate vacanze natalizie e si sono messi davanti a una tastiera per smascherare le bugie, per difendere la verità e la salute della nostra comunità, per tranquillizzare i genitori spaventati.

Il silenzio di GSK

In tutto questo mi ha profondamente colpito l’assoluto silenzio della casa farmaceutica che produce questi vaccini, la GSK.

Sì, perché mentre noi leggevamo i report, litigavamo con i giornalisti e smascheravamo le bugie, la GSK è rimasta in totale mutismo, continuando tranquillamente a twittare sul suo account ufficiale «Un anno di GSK», con spottini autocelebrativi (letti dagli stretti familiari, peraltro), e non ha speso una parola su questi studi che, tutto sommato, gettano fango sul suo lavoro e sulla sua reputazione.

Più senso di responsabilità da parte delle case farmaceutiche

Avete capito bene: persone che non hanno niente da guadagnarci, come me e i miei colleghi, hanno gratuitamente preso una posizione. La GSK, che da queste voci potrebbe ricavare un danno all’immagine gravissimo, è rimasta in silenzio.

Forse, se c’è diffidenza nei confronti dei vaccini, la colpa non è solo degli antivaccinisti, ma anche di chi li produce e poi se ne frega,  un poco come se il proprietario di un’azienda evitasse di spendere tempo e soldi in procedure antincendio,  tanto ci sono i volontari a spegnere le fiamme che potrebbero bruciare la sua fabbrica.

 

Roberto Burioni

 

(Nell’immagine il logo di GSK)

 

Back To Top