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Un Paradosso Ci Spiega Come Vengono Condotte Alcune Ricerche Scientifiche

Un paradosso ci spiega come vengono condotte alcune ricerche scientifiche

Vi lancereste da un aereo senza sapere se nello zaino avete un paracadute o un lenzuolo? Se l’è chiesto il “British Medical Journal”, per spiegare l’efficacia degli studi controllati e randomizzati. E vale anche per i vaccini.

Il paradosso è qualcosa di bellissimo: serve a fare camminare le verità sul filo della ragione e a disvelare quanto debole talvolta sia il nostro modo di ragionare. Questo è il caso degli studi controllati e randomizzati sull’efficacia del paracadute.

Gli inglesi non sono privi di senso dell’umorismo e lo applicano magistralmente anche in campo scientifico. In un prestigiosissimo giornale, il British Medical Journal, è uscito anni fa un articolo nel quale si faceva notare che non esistono studi controllati e randomizzati sull’efficacia del paracadute nel salvare la vita di chi salta da un aereo in volo. Gli autori ci avevano provato a condurre questo studio, ma non erano riusciti ad arruolare volontari disposti a partecipare all’esperimento: gettarsi da un aereo in volo senza sapere se nello zaino c’è un paracadute o semplicemente un lenzuolo. Non è difficile capire il perché.

Trovati i volontari

Finalmente il problema è stato superato, mettendo a punto un modello sperimentale: i volontari devono saltare da un aereo, ma questo aereo è a terra e non in volo. A questo punto non gli è stato difficile trovare i volontari che, in due aeroporti, hanno partecipato allo studio.

Sono saltati dall’aereo (e da un elicottero), senza sapere cosa c’era nello zaino. I risultati sono stati sorprendenti: in entrambi i gruppi, l’efficacia del paracadute è stata pari a zero. Infatti, non ci sono stati feriti e tanto meno morti, né nel gruppo di volontari che aveva il paracadute, né in quello che aveva nello zaino il lenzuolo (ed è ovvio, perché saltavano da poche decine di centimetri!).

In altre parole, il primo studio sull’efficacia del paracadute ha dato un responso chiarissimo: il paracadute non serve a nulla.

Il pregiudizio è un limite

Questo ci insegna molte cose: la prima è che la medicina ha dei limiti. Quando esiste tra i medici che conducono una sperimentazione clinica un pregiudizio sui risultati che si otterranno (in questo caso giustificatissimo: è vero che il paracadute salva la vita), è possibile che vengano arruolati in uno studio solo i pazienti a basso rischio (quelli che saltano da aerei ben fermi a terra), fornendo risultati totalmente fuorvianti.

La seconda è che non sempre possiamo arruolare pazienti per studi randomizzati: anche se trovassimo pazzi disposti a gettarsi da un aereo senza paracadute, per provare l’inesistenza della forza di gravità, sarebbe contro ogni etica lasciarli saltare nel vuoto.

Anche per i vaccini

La stessa cosa vale per alcuni vaccini: le prove della loro efficacia e della loro sicurezza sono talmente solide, che permettere a genitori di non vaccinare i loro figli, per provare in uno studio randomizzato che i vaccini funzionano, sarebbe un crimine nei confronti degli incolpevoli bambini.

Quindi, quando un antivaccinista vi dice che vorrebbe organizzare uno studio randomizzato sull’efficacia del vaccino contro il tetano e contro il morbillo, ditegli di partecipare in prima persona allo studio sull’efficacia del paracadute. Saltando dal cielo, però, non da un aereo che si trova a terra.

 

Roberto Burioni

 

Riferimenti bibiliografici:

Parachute use to prevent death and major trauma related to gravitational challenge: systematic review of randomised controlled trials

BMJ 2003; 327  doi: https://doi.org/10.1136/bmj.327.7429.1459

Parachute use to prevent death and major trauma when jumping from aircraft: randomized controlled trial

BMJ 2018; 363 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.k5094

 

(Foto di 1971Yes)

 

 

 

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