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L’immunità Di Gregge Salva Molte Vite

L’immunità di gregge salva molte vite

I vaccini su larga scala sono fondamentali per debellare pericolosi virus. Com’è successo per il vaiolo, scomparso dal pianeta nel 1977. E come avevano fatto gli Usa con il morbillo nel 2000.

 

I virus sono bestie feroci. Nessuno più di loro ha seminato morte e dolore nella storia dell’uomo. Però hanno un punto debole: hanno bisogno dell’ospite, altrimenti non sono niente. Il virus, infatti, non è una forma di vita indipendente. Esiste come essere in grado di replicarsi e diffondersi solo e solamente se può infettare qualcuno. Se non ha un organismo in cui riprodursi, è morto tanto quanto una bistecca. Una bistecca che, incredibilmente, può riprendere vita se incontra l’ospite.

Mi spiego meglio: un coniglio, un gatto, un elefante, una formica e pure un batterio esistono anche da soli; sanno nutrirsi, produrre energia e infine riprodursi. Un virus, invece, senza un ospite da infettare non è più un virus. In altre parole, se nei prati intorno alle nostre case ci fossero dei virus che infettano i dinosauri, non sarebbero virus perché i dinosauri non ci sono più. Se infettano i gatti, invece, sono virus perché i gatti ci sono.

Nel 1977 abbiamo debellato il vaiolo

Questo, se ci riflettete un secondo, ha un’implicazione molto importante. Pensiamo ad Ali Maow Maalin, l’ultimo uomo che si è ammalato di vaiolo nell’ottobre 1977. Essendo stato infettato, ha cominciato a diffondere il virus e da subito, per quel virus uscito dal suo corpo, è cominciato un conto alla rovescia. Pur essendo molto resistente, il virus del vaiolo non è eterno, dura alcune settimane nell’ambiente: quello era il tempo che aveva per trovare un nuovo ospite e replicarsi di nuovo. Ma le persone intorno ad Ali erano tutte vaccinate e il virus non poteva infettarle. Quando tutto il virus emesso da Ali si è inattivato, diventando incapace di infettare, la malattia è scomparsa. Il virus non esisteva più.

Ecco il punto debole del virus: ha bisogno di individui infettabili per replicarsi, altrimenti sparisce. Una vita sul filo del rasoio, direte, ma è proprio così. Il morbillo, la rosolia, la parotite e tutti questi virus che dopo l’infezione lasciano il paziente immune a una reinfezione si comportano nello stesso modo: provocano “ondate” di malattie che chiamiamo epidemie. La malattia si diffonde, il virus infetta molte persone, si riscontra un gran numero di casi; poi a un certo punto molti soggetti si ritrovano immuni, quindi il numero di casi diminuisce.

Intanto nascono bimbi che non sono immuni e crescono, così aumenta il numero delle persone suscettibili e a quel punto parte una nuova epidemia. Ciò accade, diciamo così, in natura.

L’immunità di gregge è fondamentale

Ma noi, con i vaccini, possiamo alterare il corso degli eventi. Affinché il ciclo di epidemie possa verificarsi ci vuole un certo numero di persone infettabili: se questi individui, infatti, non sono abbastanza numerosi, il virus non riesce a “superare” il ciclo. Se noi cominciamo a vaccinare, le persone vaccinate diventeranno “non esistenti” per il virus. Ebbene, se gli individui vaccinati sono in percentuale sufficiente nella popolazione, si ottiene quella fantastica cosa che viene chiamata immunità di gregge.

Sembra incredibile, ma se il numero di soggetti immuni all’interno di una comunità è molto alto, il virus non riesce più a circolare: quando arriva – dall’esterno – non riesce a infettare nessuno e il suo destino è quello del vaiolo. Rimane nell’ambiente qualche giorno (o anche solo qualche ora, i virus sono in generale molto labili) e poi non esiste più.

Quando una comunità raggiunge l’immunità di gregge, sono protette non solo le singole persone vaccinate: sono protette tutte, anche quelle che non si sono potute vaccinare e pure quelle che si sono vaccinate ma non hanno risposto al vaccino. È una situazione molto favorevole specialmente per chi è immunodepresso o si sta sottoponendo a terapie che deprimono le difese, come i trapianti o i trattamenti contro i tumori, e quindi non può essere vaccinato. Se poi tutto il mondo raggiunge l’immunità di gregge, com’è successo per il vaiolo, il virus scompare, per sempre. A quel punto diventano superflue le discussioni sulla vaccinazione, visto che – come è accaduto per il vaiolo – non è più necessario vaccinarsi.

Il morbillo non è stato sconfitto

Purtroppo sono rare le situazioni in cui si è ottenuta l’immunità di gregge. Gli Stati Uniti l’avevano raggiunta nel 2000 per il morbillo, ma – come vedremo – l’hanno recentemente persa a causa delle manie antivacciniste; noi italiani non ci siamo mai neanche andati vicino, avendo in alcune regioni coperture bassissime. Siamo in buona compagnia (si fa per dire), perché anche in Germania, Austria, Belgio, Svizzera e Francia il morbillo gira indisturbato insieme alla rosolia, creando non pochi problemi.

A un certo punto siamo stati a un millimetro dall’eradicare da tutto il mondo la poliomielite, ma purtroppo sono successi un sacco di guai che l’hanno impedito. Nel giugno 2012 i talebani hanno cominciato ad assassinare i sanitari che, in Pakistan, vaccinavano contro la polio, ritenendoli spie della Cia. In diversi Paesi la guerra civile ha reso impossibile una vaccinazione estesa. Nel marzo 2015 c’è stato un episodio epidemico di polio in Siria, nelle zone occupate dall’Isis, e solo grazie ai coraggiosi volontari che hanno sfidato le bombe il contagio si è fermato.

La vaccinazione di massa è l’unico strumento per debellare i virus

Questo serve a capire che vaccinarsi non è solo un atto che ci protegge individualmente: se ci vacciniamo tutti, rendiamo immuni non solo le nostre singole persone, ma tutta la nostra comunità. E in questo modo proteggiamo i più deboli. Perciò non vaccinarsi è molto grave, perché tutta la comunità viene indebolita e diventa più vulnerabile a pericolose infezioni.

È proprio un peccato che questo avvenga a causa di genitori che decidono di non vaccinare i propri figli, senza nessun reale motivo, solo sulla base di superstizioni e di bugie diffuse per secondi fini e purtroppo credute solo e solamente a causa della paura e dell’ignoranza. Perché basterebbe sapere come funziona il nostro sistema immunitario per capire che quello che vi raccontano gli antivaccinisti è un concentrato di balle.

 

Roberto Burioni

 

(Foto di Lee ODell)

 

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