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L’obesità Infantile Può Complicare Una Crescita Sana

L’obesità infantile può complicare una crescita sana

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Secondo uno studio tedesco pubblicato sul “New England Journal of Medicine”, i primi sei anni di vita di un bambino sono cruciali per la sua costituzione da adulto.

Proviamo a guardarci intorno in una qualsiasi piazza del nostro Paese e confrontiamo quello che vediamo con una foto della stessa piazza scattata, per esempio, negli anni ’50.

Noteremmo ovviamente moltissime differenze, di vario tipo, dalla forma delle macchine a quella dei lampioni. Proviamo, però, a soffermarci sulle persone: oltre a differenze legate alla moda, avremmo una maggiore probabilità di trovare soggetti sovrappeso o chiaramente obesi nelle piazze del 2018.

«Tanto meglio», direte voi, segno di benessere. Verissimo, ma attenzione: ogni eccesso ha conseguenze negative, spesso anche superiori alle condizioni opposte.

Il peso aumento la pressione arteriosa

Questo è particolarmente vero per l’aumento del peso corporeo dovuto all’accumulo di grasso nel nostro organismo. È ormai nota l’associazione fra aumento eccessivo di peso e aumento della pressione arteriosa, aumento del rischio di infarto o ictus, aumento del rischio di malattie metaboliche quali il diabete di tipo 2 (quello, per intenderci, legato all’alimentazione).

L’aumento della percentuale di popolazione obesa, particolarmente evidente nei Paesi occidentali (provate a dare un’occhiata Oltreoceano, per esempio, agli spalti di una partita di Football americano per capire quanto questo sia vero negli Stati Uniti), ha comportato e comporterà sempre di più un incremento nei prossimi decenni di tutte queste malattie. C’è chi, usando un termine più adatto alle malattie infettive, parla ormai di «epidemia» di proporzioni spaventose in corso. Cosa si può fare? Come si può intervenire? Quando si deve intervenire?

Come contrastare l’obesità

Varie sono le possibili strategie che includono maggior esercizio, una dieta più bilanciata e magari, in un prossimo futuro, la modulazione della popolazione di batteri presente nel nostro intestino. Non parleremo ora di questo, ma piuttosto di una domanda molto delicata: a quale età bisogna iniziare a preoccuparsi del peso in eccesso?

In un recente studio condotto in Germania, su un numero molto ampio di bambini e adolescenti, pubblicato sul New England Journal of Medicine si è iniziato a dare una risposta chiara basata su solidi dati scientifici a questa domanda.

Gli autori dello studio hanno raccolto un’enorme quantità di dati su più di 51 mila individui dalla nascita fino ai 18 anni di età, che si erano sottoposti a una o più visite da un pediatra di base.

In particolare, gli autori si sono soffermati sul peso e sull’altezza, e sulla loro variazione nel tempo. Da peso e altezza, infatti, si può calcolare un parametro che, chi si sottopone a diete più o meno controllate, conosce bene: ovvero il cosiddetto Indice di Massa Corporea (IMC), che permette di calcolare, con una buona approssimazione, quanto grasso è presente in un individuo. In altre parole: chi è sovrappeso, o ancora peggio obeso, ha un IMC particolarmente elevato.

La scoperta dello studio

Cos’è emerso da questo tipo di studio? Cruciali sono i primi anni di vita, ovvero quelli compresi fra i 2 e i 6 anni di età. Risulta infatti evidente come i bambini già obesi in questa fascia di età, o che in questa fascia di età aumentano smodatamente di peso, hanno altissime probabilità di essere obesi anche nell’adolescenza.

Nove bambini su dieci obesi all’età di 3 anni lo sono infatti anche una volta cresciuti, con tutti i rischi di cui abbiamo parlato sopra. Al contrario, chi ha un peso nella norma a quell’età ha elevatissime probabilità di «mantenere la linea» anche nell’adolescenza.

Massima attenzione ai bambini

Questo studio conferma quanto fragili siano i bimbi nei primi anni, e di conseguenza, quanta attenzione sia necessario porre sin dall’inizio ai vari aspetti della loro vita, a partire dall’alimentazione.

Errori in una fase così delicata potrebbero essere difficilmente riparati più avanti negli anni. È importante, però, non lasciarsi spaventare o schiacciare dalle responsabilità, e vedere l’aspetto positivo di queste importanti scoperte: intervenendo tempestivamente si possono evitare guai seri.

Per esempio, un eccessivo aumento di peso dopo i due anni d’età significa che è indispensabile parlare con il pediatra per cambiare l’alimentazione del bambino, per invertire tempestivamente la rotta.

Già si inizia a fare nelle mense delle scuole, ma studi come quello discusso daranno sempre più peso e importanza alla figura del consulente nutrizionale. Gli daranno, però, allo stesso tempo sempre maggiori responsabilità.

I genitori devono fare attenzione

Nessuno toglierà ai genitori il ruolo di «consulente nutrizionale» della domenica a base di lasagne, Coca Cola e mozzarelle. Un’alimentazione più equilibrata sin dall’inizio della vita permetterà, però, ai bambini di godere sino in fondo nel resto della vita di questi piacevoli «sgarri» alimentari, senza pagarne le amare e spesso inevitabili conseguenze.

 

Roberto Burioni e Nicasio Mancini

 

Fonte: “New England Journal of Medicine” (Geserick M et al., 379 14: 1303-1312)

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