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Per Un Bambino è Più Pericolosa Una Nocciolina O Un Vaccino?

Per un bambino è più pericolosa una nocciolina o un vaccino?

Le allergie alimentari provocano, in Italia, circa 40 morti all’anno. Lo shock anafilattico da vaccino avviene in un caso su alcune milioni di somministrazioni all’anno

Se passate per la pagina di un antivaccinista, vi riempirà la testa con i gravissimi effetti collaterali dei vaccini. In realtà gli effetti collaterali sono rarissimi; il più pericoloso è quello chiamato shock anafilattico, che avviene in un caso su alcune milioni di somministrazioni.

Può essere molto pericoloso, ma quello che vi stupirà è che mentre per i vaccini è un’eventualità rarissima, per altre sostanze – e in particolare per alcuni cibi –, è invece decisamente più frequente.

Il rischio in una nocciolina

Uno di questi cibi, molto più pericoloso dei vaccini in questo senso, è l’arachide. Avete capito bene: le noccioline americane. Quando il vostro bimbo mangia una nocciolina rischia immensamente più di quando si fa il vaccino.

Questo tipo di allergia è una delle più pericolose. Bastano anche piccolissime tracce di arachidi a scatenare nel giro di pochi secondi reazioni drammatiche nei soggetti allergici, che possono concludersi, se non si interviene in tempo, con il blocco delle vie respiratorie che si gonfiano sino a ostruirsi. In altre parole: in pochi minuti si muore per asfissia; perché non si riesce più a respirare.

Finora l’unico modo per evitare questa tragedia era di restare alla larga dalle arachidi anche in tracce (fateci caso, sulla confezione di molti alimenti è riportata la dicitura: «Può contenere tracce di arachidi»).

Le allergie alimentari

Siccome – vaccini a parte – le allergie, e in modo particolare quelle alimentari, sono molto pericolose e causano in Italia circa 40 morti all’anno la medicina si pone il problema di curarle.

E qui arriva la novità, che si rifà a una figura storica che forse avete sentito nominare: Mitridate. Sono certo che ricordate come Mitridate, re del Ponto (più o meno corrispondente all’odierna Turchia) fu uno dei più fieri oppositori di Roma, prima che Roma fondasse il proprio Impero.

Il riferimento a Mitridate è dovuto al fatto che si narra che egli fosse divenuto resistente ai veleni, ingerendone dosi progressivamente crescenti fino a diventarne immune.

Questa pratica (ovviamente da non imitare a casa) è usata ancora oggi in Medicina per condizioni non direttamente legate ai veleni, ma potenzialmente altrettanto mortali. Per curare l’allergia alle arachidi si sta tentando qualcosa di molto simile.

La nuova scoperta

Un recentissimo studio su pazienti allergici, appena pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha dimostrato l’efficacia di una strategia di prevenzione analoga, nella sostanza, a quanto si racconta di Mitridate.

A 550 soggetti allergici è stato, infatti, somministrato, a dosi crescenti, un farmaco derivato dalle arachidi (si tratta di una specie di polvere, simile a farina), rendendoli progressivamente in grado di assumere, senza scatenare le terribili reazioni allergiche, dosi sempre maggiori di arachidi.

Questo effetto protettivo era particolarmente evidente tra i bambini di età compresa fra i 4 ed i 17 anni, mentre non lo si osservava negli adulti. Il percorso non è stato privo di ostacoli, perché un numero non irrilevante di pazienti (più del 10%) ha dovuto interrompere lo studio per reazioni avverse. Fatto sta che, come detto, nei bambini e negli adolescenti si è osservata un’efficace «desensibilizzazione» in circa i due terzi dei casi.

Uno studio ancora in corso

Ancora molte sono le domande aperte: per esempio, cosa succede ai ragazzi desensibilizzati quando la terapia viene interrotta? La riposta è che probabilmente torneranno allergici come prima. Dovranno, quindi, assumere per il resto della vita piccole quantità di arachidi (anche quelle vere).

A vederla bene, però, qualche arachide a settimana per tutta la vita è un prezzo ben leggero da pagare, a fronte dei rischi, anche mortali, che possono così essere evitati. Penso proprio che lo stesso Mitridate ci avrebbe messo la firma.

 

Roberto Burioni e Nicasio Mancini

 

Fonti:

New England Journal of Medicine – November 18, 2018; DOI: 10.1056/NEJMoa1812856

Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica – Siaaic

 

(Foto Igor Dutina)

 

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