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La Storia Di Olivia, Che Non Può Dire: Io L’ho Preso E Non Mi è Successo Niente

La storia di Olivia, che non può dire: Io l’ho preso e non mi è successo niente

La figlia dello scrittore Roald Dahl, morta a sette anni per il morbillo

Uno dei modi in cui numerosi antivaccinisti ci confermano la loro poca intelligenza è la pronuncia della frase: «Io l’ho preso e non mi è successo niente», riferita alle malattie infettive dell’infanzia. Come tutti quelli della mia età, ho girato prima in Ciao e poi in Vespa per anni senza casco (e a ripensarci mi vengono i brividi sulla schiena), ma chiunque oggi affermi che il casco è inutile viene preso giustamente per pazzo.

Lo stesso vale per i vaccini. Una volta non c’erano e si correvano gravi rischi. Perché il morbillo, anche se gli antivaccinisti dicono il contrario, è un rischio veramente notevole. In un caso su mille la situazione diventa gravissima, mentre il bambino sta guarendo improvvisamente comincia a peggiorare, il virus colpisce il sistema nervoso centrale e le conseguenze sono tragiche. Prima dell’arrivo del vaccino ogni anno oltre 400 bambini morivano ogni di morbillo nei soli Stati Uniti.

La storia di Olivia Dahl, morta di morbillo

Olivia Dahl, figlia dello scrittore Roald Dahl, al quale dobbiamo La Fabbrica del Cioccolato e altri bei libri, è stata una di questi 400 bambini, quello qui sotto è il tragico racconto del padre. La bellissima bimba in perfetta salute che vedete nella foto è proprio Olivia poco prima di morire. Lei purtroppo non è qui a dire «io l’ho preso e non mi è successo niente».

Pensateci quando non vaccinate i vostri figli: contro l’encefalite da morbillo non esistono cure efficaci e i vostri bambini potrebbero fare la stessa fine di questa poveretta davanti ai vostri occhi. Nel 2002 è successo a Napoli a tre bambini.

«A sette anni, Olivia, la mia figlia maggiore, prese il morbillo. Ricordo che mentre la malattia faceva il suo corso leggevo spesso per lei mentre era a letto, e non ero particolarmente preoccupato. Poi un mattino, quando ormai stava guarendo, ero seduto sul suo letto e le stavo mostrando come fare degli animali con dei nettapipe colorati. Quando ha provato a farne uno lei, mi sono reso conto che le sue dita e la sua mente non si coordinavano e lei non riusciva a fare niente. “Ti senti bene?”, le chiesi. “Mi sento assonnata”, mi rispose.

Nel giro di un’ora aveva perso conoscenza. Dodici ore dopo era morta. Il morbillo si era trasformato in una cosa terribile chiamata encefalite, e non c’era niente che i dottori avrebbero potuto fare per salvarla».

 

(Nella foto Olivia Dahl, fonte Facebook)

 

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