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I Virus Non Scompaiono Da Soli

I virus non scompaiono da soli

Molti antivaccinisti sostengono questa teoria bizzarra e priva di ogni fondamento

 

I vaccini non servono a niente, a leggere certi siti. Ma certi siti sono specialisti nel fornirvi notizie alterate e dati presentati in modo fuorviante al fine di ingannarvi. Il morbillo è una malattia che un tempo era molto grave, con una mortalità che raggiungeva (e raggiunge ancora nei Paesi dove le condizioni sanitarie e generali sono pessime) il 30%.

Con le cure che abbiamo a disposizione, la mortalità del morbillo si abbassa fino a 1 caso su 2-3 mila, ma non riesce a scendere sotto questo livello. In Italia, prima del vaccino, questo equivaleva a centinaia di bambini all’anno. Se andate invece a vedere non la mortalità, ma il numero di casi di morbillo, vi rendete conto che la partita si è chiusa solo nel momento in cui è stato introdotto il vaccino e si è cominciato a vaccinare a tappeto.

Avete presente la rabbia?

Emblematica è la similitudine con la rabbia, una malattia terribile causata da un virus che di solito viene trasmesso da cani e gatti all’uomo con un morso. Vaccinando tutti i cani e i gatti si può creare intorno agli uomini una barriera efficace (la rabbia non viene praticamente mai trasmessa da uomo a uomo), ma il virus non smette di circolare tra gli animali selvatici, in particolare proprio le volpi, che continuano a trasmettersela tra di loro, potendo poi mordere un cane o un gatto non vaccinato che alla fine costituisce un pericolo per noi.

Per cui l’ideale sarebbe far sparire il virus, ma come si possono immunizzare gli animali selvatici, notoriamente restii a aderire a campagne di vaccinazione? Bene, qualcuno ha avuto l’idea di risolvere il problema preparando esche con cibi graditi alle volpi e imbottiti di vaccino. Si passa sopra le foreste con elicotteri e aerei, si lasciano cadere le esche, le volpi le mangiano e si vaccinano. Ovviamente non esiste modo per vaccinare tutte le volpi, per cui bisogna contare sull’immunità di gregge, sperando che le volpi vaccinate siano in percentuale sufficiente a bloccare la trasmissione del virus (se una volpe malata non riesce a mordere una volpe vulnerabile, il virus muore con lei).

Negli anni ’80 la Germania ha debellato la rabbia

Ebbene, questa strategia è stata intrapresa in Germania all’inizio degli anni Ottanta del Novecento e indovinate cos’è successo? La rabbia è scomparsa (ripeto, scomparsa). Si è passati da decine di migliaia di casi a zero (zero, ripeto); e tutto questo grazie all’immunità di gregge.

Certo, gli antivaccinisti vi diranno che è scomparsa perché nelle foreste europee sono migliorate le condizioni igieniche delle volpi, che dal 1980 in poi si lavano e si curano molto di più, ma voi non credeteci e vaccinate i vostri figli.

 

Roberto Burioni

 

 

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